Sindaci, amministratori locali e dirigenti del PD agrigentino: “non parteciperemo ad un congresso provinciale snaturato”

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“Siamo Sindaci, amministratori locali, dirigenti PD della provincia di Agrigento e siamo stanchi! Stanchi di assistere al teatrino di un congresso provinciale segnato, programmato a tavolino, con un finale già scritto da chi è lontano dal territorio”.
“Una investitura dall’alto, che non tiene conto di centinaia di militanti che in questi anni, tra mille difficoltà, hanno creduto, e continuano a credere, nel Partito Democratico. Militanti mortificati da un commissario le cui scelte sono state mirate a far “quadrare” i numeri, al fine di dare una veste democratica ad un congresso che in realtà non lo è. Un tesseramento che ha escluso la partecipazione delle democratiche e dei democratici della provincia, con regole modulate ad uso e consumo di una parte, annullando il ruolo dei dirigenti locali. Nulla a che fare con la natura stessa del partito che molti di noi hanno contribuito a far nascere.
Alle sollecitazioni di confronto sui contenuti e sulla politica sono arrivate risposte di mediazione inaccoglibili. Numeri freddi di percentuali, assegnazione di ruoli e “ricompense” varie pur di consegnare simbolo e storia del PD agrigentino a chi ne ha rivendicato la “proprietà”.
Nel frattempo il fallimento alle ultime elezioni comunali sembra non interessare nessuno. Nei due centri più importanti, Agrigento e Ribera, abbiamo assistito a “operazioni” che di fatto hanno favorito il centro destra, annullando la presenza del partito nelle istituzioni locali. Non sembra interessare a nessuno che in tutte le realtà gli stessi non hanno disdegnato di sostenere candidati Sindaci in contrapposizione a candidati espressione del partito, cosa che potrebbe accadere nel rinnovo delle amministrazioni comunali, con l’isolamento e l’esclusione dall’uso del simbolo di chi non è allineato, anche delle esperienze amministrative uscenti, che riteniamo debbano essere tutelate.
Senza una vera riflessione su questo e altri fatti non è possibile immaginare un rilancio dell’azione politica del PD agrigentino. Per queste e altre ragioni non parteciperemo a un congresso segnato, che non si fondi sul confronto delle idee e sui temi aperti alle problematiche del territorio.
Chiediamo il commissariamento con una figura terza, capace di ascoltare le ragioni di tutti, di ridare dignità e ruolo ai circoli e di avviare un confronto di rinnovamento vero, nel rispetto dei valori fondanti del partito democratico.
E’ davvero incomprensibile che in piena pandemia, nel mezzo della grave crisi politica e sociale che stiamo vivendo, nell’incertezza per il futuro di tante donne e uomini, che qualcuno, chiuso in una stanza, stabilisca date, orari e garanti dei congressi di circolo, senza nessuna comunicazione ufficiale e nessun coinvolgimento dei territori e con un tesseramento secretato ad uso e consumo di una sola parte! Tra qualche mese in diversi comuni della nostra provincia si tornerà a votare per le amministrative e si terranno le elezioni del Presidente e degli organi del Libero Consorzio di Comuni (ex provincia), appuntamenti importanti per il futuro di questo territorio. Il rischio concreto è che senza un partito strutturato, capace di tornare ad essere interlocutore politico credibile, le sorti della provincia di Agrigento vengano consegnate ad una destra populista.
Siamo Sindaci, amministratori locali, dirigenti PD della provincia di Agrigento e siamo pronti a ricostruire insieme un percorso fatto di idee e contenuti. Non intendiamo rinunciare ad offrire il nostro punto di vista e le nostre soluzioni ai tanti problemi di una provincia troppo spesso ai margini dell’Europa. E’ il momento di far valere le ragioni di un territorio ricco di opportunità inespresse, di competenze poco valorizzate, di giovani che hanno il diritto di costruire il proprio futuro nella propria terra. Non possiamo e non vogliamo tirarci indietro. Questa crisi mondiale ci consegna una grande possibilità di sviluppo grazie al Recovery Fund, un fondo di rilancio delle economie che deve riguardare anche le nostre realtà. E’ fondamentale non perdere questa occasione, dobbiamo scongiurare il rischio che anche questa opportunità sfugga ad una provincia che necessita di grandi investimenti: dalle infrastrutture alle scuole, dai servizi sociali alla cultura. Apriamo un confronto sui temi importanti per la vita e il benessere delle persone. Siamo pronti a dialogare con quanti hanno a cuore il futuro di questo territorio: partiti, movimenti, associazioni e forze sociali.
Siamo sindaci, amministratori locali, dirigenti PD della provincia di Agrigento che desiderano che il prossimo governo del Libero Consorzio dei comuni della provincia, se si voterà, sia rappresentativo dei cinquecentomila agrigentini, Lampedusa e Linosa compresi, e degli amministratori dei 43 comuni. Un Libero Consorzio che metta mano alla viabilità provinciale e la renda degna e sicura, che garantisca la qualità e la sicurezza degli edifici scolastici degli istituti superiori. Un libero consorzio che si occupi con equità e attenzione di tutti i comuni, da Monte Cammarata alla Scala dei Turchi e che diventi, finalmente, motore dell’ultima provincia d’Italia, nelle nuove sfide post Covid, dalla digitalizzazione a una società del lavoro più equa e giusta, come chiede lo stesso Papa Francesco. Intendiamo parlare con tutti i sindaci, amministratori comunali e consiglieri comunali, con quanti rappresentano lavoratori e imprese e non lasciare la mano ad una destra agrigentina, riciclata non solo nei volti, ma soprattutto nel modo di coltivare il consenso.
Torniamo insieme ad una politica capace di elaborare progetti concreti di cambiamento, che non si rassegni e non si consegni alle mere logiche di potere, ma sappia interpretare i bisogni e a rappresentare le istanze vere della società agrigentina. Se qualcuno ha deciso di continuare a giocare “al gioco del congresso” occupando caselle vuote, faccia pure, ma assumendosi la responsabilità di celebrare un congresso dimezzato, che ha escluso a priori una parte importante del partito. Siamo Sindaci, amministratori locali, dirigenti del PD Agrigentino, rivendichiamo la nostra appartenenza al Partito Democratico e siamo pronti, con la passione di sempre, a lavorare con quanti hanno a cuore le sorti di questo territorio, per il suo riscatto fatto di benessere, opportunità e bellezza”.

Lo scrivono in una nota:
Giovanna Iacono, Vicesindaco e Consigliere comunale di Santa Elisabetta, componente Direzione regionale
Giuseppe Zambito, Sindaco di Siculiana, componente dell’Assemblea nazionale
Giovanni Picone, Sindaco di Campobello di Licata, componente dell’Assemblea nazionale
Ettore Di Ventura, Sindaco di Canicattì
Francesco Cacciatore, Sindaco di Santo Stefano di Quisquina
Alfonso Provvidenza, Sindaco di Grotte
Salvatore Martello, Sindaco di Lampedusa
Calogero Lombardo, Vicesindaco di Campobello di Licata
Serena D’Auria, Consigliere comunale di Campobello di Licata
Calogero Calà, Consigliere comunale di Campobello di Licata
Giuseppe Sferrazza, Consigliere comunale di Campobello di Licata
Giuseppina Farruggio, Consigliere comunale di Campobello di Licata
Piera Accascio, Consigliere comunale di Campobello di Licata
Giovanni Falsone, Consigliere comunale di Campobello di Licata
Antonio Giardina, Assessore di Canicattì
Angelo Cuva, Assessore e Consigliere comunale di Canicattì
Lillo Muratore, Consigliere comunale di Canicattì
Diego Aprile, Consigliere comunale di Canicattì
Evelyn Pendolino, Consigliere comunale di Canicattì
Salvatore Piazza, Assessore di Siculiana
Angela Indelicato, Consigliere comunale di Siculiana
Letizia Puccio, Consigliere comunale di Siculiana
Gerlando Colletto, Consigliere comunale di Siculiana
Alfonso Galluzzo, Consigliere comunale di Aragona
Carola Calafiore, Consigliere comunale di Bivona
Salvatore Marrone, Consigliere comunale di Bivona
Giuseppe Guddemi, Consigliere comunale di Calamonaci
Mariangela Palumbo, Consigliere comunale di Castrofilippo
Giuseppe Terrasi, Assessore di Cattolica Eraclea
Giuseppe Vizzi, Consigliere comunale di Cattolica Eraclea
Alessandro Miliziano, Consigliere comunale di Cattolica Eraclea
Massimo D’Angelo, Consigliere comunale di Cianciana
Emanuele Fiorica, Consigliere comunale di Realmonte
Calogero Traina, Consigliere comunale di Santo Stefano di Quisquina
Gianluca Pizzo, Consigliere comunale di Santo Stefano di Quisquina
Domenico Catuara, Segretario provinciale GD e componente Direzione regionale
Tiziana Alesci, componente Direzione regionale
Mimmo Catuara, componente CPC e Direzione regionale
Eleonora Mortellaro, componente dell’Assemblea nazionale
Vincenza Clementi, componente dell’Assemblea nazionale
Maurizio Masone, Domenico Ferraro e Silvia Licata, Circolo di Agrigento
Domenico Ciccarello Cicchino e Anita Frisco, Circolo di Alessandria della Rocca
Massimiliano Buondonno e Maria Riccarda Zanin, Circolo di Bivona
Vito Scilabra, Carmenina Bellavia e Ciro Rabante, Circolo di Burgio
Anna Tascarella, Davide Lalicata, Katia Farrauto, Circolo di Canicattì
Giovan Battista Salamone, Carmelo Agnello e Giuseppe Puleo, Circolo di Casteltermini
Giuseppe Agrò, Circolo di Castrofilippo
Carmelo Vitello, Circolo di Favara
Calogero Picone, Vincenzo Agnello e Gianni Lombardo, Circolo di Grotte
Paolo Iacopinelli, Massimo Ingiaimo, Alfredo Quignones, Gaetano Truisi, Circolo di Licata
Saverio Palminteri, Circolo di Menfi
Annalisa Bavetta, Circolo di Montevago
Calogero Cammilleri e Maria Todaro, Circolo di Naro
Calogero Giglia, Circolo di Racalmuto
Giacomo Vivacqua, Circolo di Ravanusa
Stefano Tesè e Mariella Frumusa, Circolo di Realmonte
Enzo Santalucia, Maurizio Di Giorgi, Giuseppe Musso e Antonino Barbera, Circolo di Ribera
Rosalba Di Piazza e Andrea Favatella, Circolo di San Biagio Platani
Agostino Miccichè, Giuseppe Di Vincenzo e Emilio Militello, Circolo di Santa Elisabetta
Fabio Augello, Circolo di Santa Margherita Belice
Filippo Cognata e Alfonsa Greco, Circolo di Santo Stefano di Quisquina

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